Ed eccomi qua! Sul mio blog! Quello che tanto amo, quello che tanto mi cura!
Cristo! Sono stati strani gli ultimi tempi: mi sono perso nelle sbronze, nelle risate, nei piagnistei, nelle puttane da night, nell'odio, nella scrittura, e anche in un poco di cocaina. Ma ci sta!
Sapete che ho chiamato Sabrina anche la mattina del primo dell'anno? L'ho chiamata piangendo! Ho provato a vendermi ma non ci è mica cascata, ho rubato parole anche alle canzoni... ma niente!
E' andata così! Ho deciso di perdere anche quel poco di dignità che m'era rimasta!
Mi sono preso una pausa dal blog perché ho deciso di concentrarmi sul racconto che narra di me e Sabrina, l'ho inviato alla casa editrice e i tizi mi hanno detto che era una roba pubblicabile. E io pubblico. Farò stare male mia madre, ma è giusto che la verità venga a galla no? Poi io vi giuro: a mentire non ci sono mai riuscito.
Spero che il nuovo libro dal titolo 'Squarciafavole' possa piacervi e che, in un qualche modo, possa arricchirvi. Il titolo l'ho rubato dal testo di una canzone degli Afterhours che a me piace tantissimo, ma si badi bene, non ho copiato: ho omaggiato. Omaggiato un gruppo che per me è stato particolarmente importante.
Il libro dopo una brevissima introduzione parte dal mese di agosto (dal racconto 'Sabrina ad agosto') per arrivare al giorno di S. Valentino. Sette capitoli: un capitolo per mese. Tutti difficilissimi.
Mi sono sfogato, ho detto la mia, sono rimasto lucido nello scrivere, e mi sono ritrovato con cinquanta paginette di realtà, cinquanta paginette che, spero possano liberarmi dal male.
Forse sarà un altro 'Magenta', o forse sarà solo un inutilissimo diario personale. Non lo so. Non riesco a giudicarmi. Ma credo che la mia ultima 'storia', sia qualcosa di incredibile... non è facile vivere esperienze del genere secondo me... Ci vuole sFortuna.
Io continuo il mio suicidio lento dove in testa mi batte una canna che è Marlboro e dove al suo interno prende posto un proiettile di Barbera.
Sono questo qua... sono Emanuel Gavioli, lo stesso Emanuel che vi paga da bere se state ad ascoltarlo in birreria, lo stesso Emanuel che sbotta se gli parlate di comunismo, lo stesso Emanuel che sta male per chissà quale fica. Quello grasso, che non si taglia la barba, che singhiozza, che porta soldi nei locali scegliendo la bottiglia più pregiata di vino e pretende un cazzo di secchiello pieno di ghiaccio. Lo stesso Emanuel che vorrebbe fare il Bukowski della situazione, ma che alla fine, quando torna nella sua stanza, s'abbraccia un cuscino come fosse la migliore delle amanti.
Molti sono passati per questo blog, alcuni hanno deciso di sostenermi, altri sono spariti dopo pochi mesi. Che dire... adesso scopro i fedeli.
Questo blog è il mio sfogo, le mie verità, le mie storie, le paranoie, le insicurezze, e spesso le sicurezze. Il mio porto sicuro dove poter attraccare l'amore, l'odio, la solitudine. Non vi mento: se volessi esser solo mica avrei un blog... io vi voglio, e voglio dei giudizi, dei commenti, vi voglio vicini. Ed ora che la Barbera è finita chiudo il post, mi accendo una paglia, e pubblico.
Emanuel si accese la sigaretta, la flebile luce dello schermo gli illuminava il viso, dalla finestra l'eco del verso di un cane, "fanculo" disse, "fanculo a me" continuò...